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admin


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Inviato - 30 July 2010 :  16:55:02  Vedi Profilo  Rispondi con Citazione Invia un Messaggio Privato a admin
Il gruppo del partito democratico si sottrae al dibattito politico. Nessuno interviene per difendere l’amministrazione dal fuoco di fila di attacchi al sindaco da parte dell’opposizione. E’ scoppiato così un nuovo caso dentro la maggioranza che sostiene Vito Bono ieri sera durante la seduta del consiglio comunale che ha esaminato ed approvato il conto consuntivo. Simone Di Paola si è limitato solo a dichiarare il voto favorevole sul punto, evidenziando che il rendiconto finanziario è un punto tecnico e non politico.

Un atteggiamento, quello del Pd, che ha una spiegazione. Secondo indiscrezioni, infatti, con la scelta del silenzio sarebbe scattata ieri sera una sorta di protesta nei confronti del sindaco che, non avendo ancora accolto la richiesta per un terzo assessore (in pole position ci sarebbe Fabio Leonte), non avrebbe rispettato gli accordi con la forza politica di maggioranza relativa. Da tempo si parla di un nuovo rimpasto previsto entro il 31 luglio, cioè domani.

“Non intervenendo nel dibattito stasera il Pd ha di fatto aperto la crisi politica dell’amministrazione”, ha detto Ignazio Bivona prendendo la parola alla fine dei lavori. Bivona ha accusato il sindaco di non essere un leader, invitandolo ad azzerare la giunta.

E’ evidente a questo punto, dunque, come le luci dei riflettori siano decisamente rivolte sul futuro e la stabilità dell’amministrazione comunale. Si sa che il Pd chiede il terzo assessore, che dovrebbe prendere il posto del tecnico Antonino Turturici, uomo di fiducia del sindaco del quale però Vito Bono non intenderebbe fare a meno. A questo si aggiungano le nuove pretese che provengono dall’interno della maggioranza dove nel frattempo si è costituito un nuovo gruppo, i “Leali per Sciacca”, che chiede anch’esso una rappresentanza politica.

E ieri sera è stato il solo Mimmo Sandullo ad intervenire dai banchi della maggioranza, con una difesa sì decisa della giunta, ma con l’invito a una maggiore programmazione dell’azione amministrativa.
In attesa che i nodi politici nella coalizione di governo vengano risolti alla fine il consuntivo è stato approvato con 14 voti a favore e 7 contrari. Astenuti i due consiglieri dell’Udc. Contrario il voto contrario del centrodestra.

Un rendiconto finanziario, quello del 2009, strutturalmente da dividere in due: i primi sei mesi riguardano l’ex amministrazione Turturici, la seconda parte dell’anno invece riconducibile all’attuale amministrazione Bono. Rendiconto con un avanzo di amministrazione di 1.765.ooo euro, gran parte dei quali fondi vincolati per il completamento dei lavori del Parf. 7 milioni di euro sono state le spese in conto capitale, di cui 3 milioni di euro di mutui accesi dal comune. “Rispettato il patto di stabilità, il comune non è tra quelli strutturalmente deficitari”, ha spiegato in premessa l’assessore alle finanze Giuseppe Montalbano. Il quale, nell’ottica di aumentare le entrate, ha ricordato le iniziative di lotta all’evasione e annunciato un piano urgente di revisione degli affitti dei locali comunali, così come suggerito d’altra parte dai revisori dei conti.

“Finalmente dopo tante polemiche avete fatto chiarezza sulla situazione non deficitaria del Comune”, ha detto il capogruppo del Pdl Gianluca Guardino. Ma nel dibattito consiliare sul consuntivo ieri sera l’opposizione ha inserito tutta una serie di elementi squisitamente politici, con duri attacchi da parte di chi è intervenuto alla gestione amministrativa nel suo complesso e alla presunta mancanza di programmazione: dall’estate saccense alle politiche sociali, dall’ospedale alle villette di Rocco Forte, dalla pulizia della città all’organizzazione del personale, dal mercato del contadino al piano parcheggi. Dure critiche all’amministrazione da parte di Gianluca Guardino, Ignazio Bivona, Calogero Bono, Silvio Caracappa e Fabrizio Di Paola. Giudizio negativo sul consuntivo anche da parte di Nicola Assenzo ed Agostino Friscia. Più di qualche critica all’amministrazione è venuta anche da Michele Patti, del gruppo Leali per Sciacca. Tutto questo, come detto, è avvenuto nel silenzio degli esponenti del partito democratico. Che adesso attende risposte. Nel frattempo il consiglio comunale dovrà essere riconvocato.

   


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